Credo che ognuno di noi si sia fatto qualche idea su come vivono le persone negli altri paesi del mondo, un po’ grazie al sentito dire un po’ a causa dei film.

Queste idee si chiamano stereotipi e sono, la maggior parte delle volte, errati.

Sono partita per questa esperienza soprattutto per vedere se davvero ciò che noi italiani pensiamo della Russia sia vero oppure no. I russi sono persone fantastiche e no, non bevono vodka tutti i giorni come la maggior parte delle persone pensano.

Io vivo in Siberia, in un piccolo paesino ed è come se fossi a casa, a Casaloldo, con l’unica differenza che qui ci sono molti più palazzi invece che case. La maggior parte della gente, infatti, vive in appartenenti perché avere una casa è molto costoso.

Le persone sono molto affettuose e disponibili: quando ti capita di andare a trovare qualcuno non aspettarti di uscire di casa dopo 10 minuti, si resta in compagnia anche 3 o 4 ore. I russi, soprattutto qui in Siberia, bevono moltissimo tè accompagnato a dolci. È la bevanda calda ideale da bere dopo essere usciti con – 40°C.

La scuola qui è molto diversa da quella italiana: nella mia scuola non c’è una vera e propria divisa ma devi vestiti elegante e formale, i jeans non sono ammessi. La cosa strana che mi ha colpito è che devi cambiarti le scarpe. Esatto, devi portarti da casa delle scarpe eleganti e pulite da indossare a scuola per mantenerla ordinata. Gli insegnanti vanno chiamati per nome e cognome ma è come se fossero nostri amici.

Sono in Russia da un mese e mezzo (a metà della mia esperienza) e ora la lingua non è più un problema. Ho imparato qualcosa e capisco ciò che mi dicono. Ovvio, è difficile, soprattutto all’inizio, ma poi ci si abitua. Ho avuto la fortuna di trovare una famiglia ospitante molto carina che sa parlare anche l’inglese e mi sta aiutando molto a capire la nuova lingua, mi traducono gli oggetti in russo e riesco a memorizzarli.

Per affrontare un’esperienza di questo genere non bisogna avere paura, bisogna buttarsi.

Ti catapulta in un mondo nuovo e diverso, ma che tutto sommato ti appartiene e capisci che, in fondo, non è poi così male.

Zoe, tre mesi in Russia