La mia classe argentina

Se mi chiedessero di descrivere le persone Argentine dopo circa 50 giorni dal mio arrivo sarebbero questi gli aggettivi perfetti. Mi hanno sin da subito fatta sentire a casa. Da quell’abbraccio caloroso che ho impresso sulla mia pelle. Dopo ore e ore di viaggio. La famiglia che mi aspettava con le lacrime agli occhi ed un sorriso meraviglioso. L’entrata in classe.

Tutti che si erano impegnati per darmi un “benvenuto” senza precedenti.

Tutti che mi aspettavano per rendermi partecipe realmente nella loro vita. Milioni di baci ed abbracci che mi dicevano “benvenuta nella tua seconda casa”.

Perché si, qua mi sento nella mia seconda casa.

Ho trovato persone meravigliose che mi ascoltano. Mi capiscono e mi sostengono. Persone capaci di donarmi un sorriso anche quando la mancanza della mia famiglia, del mio ragazzo e dei miei amici piomba come una tempesta d’estate.

Questo viaggio mi sta donando tanto. Mi sta facendo capire realmente milioni di cose. Mi sta rendendo quella ragazza realmente forte che non credevo sarei mai diventata. Mi sta facendo conoscere i miei reali punti di forza e tutti quei miei punti di debolezza. I quali in realtà non sono debolezze. Sono quei punti che mi descrivono. Quei punti che creano l’unicità della mia persona.

Questo viaggio mi sta letteralmente allargando la mente. Mi sta facendo crescere. Maturare. Mi sta facendo accettare per quella che sono. E si lo ammetto non è tutto una meraviglia. Ho i miei momenti in cui piango, piango e piango.

Due settimane fa per esempio. Credevo di non potercela fare più senza quell’abbraccio dalle persone che amo. Mi sentivo così piccola, indifesa e vulnerabile. Così bisognosa di tornare a casa e tornare a vivere la mia vita normale. Fu così che Laura, la mia mamma ospitante, venne nella mia stanza.

Senza parlare si pose al mio lato. Non fece altro che accarezzarmi e donarmi quella sensazione di protezione che solo una madre può donare. Questo momento non lo scorderò mai.

È da quel momento che ho capito che anche qua sta continuando la mia vita. Che anche qua posso essere realmente felice. Che anche qua posso incontrare persone da chiamare amici. Da quel momento la mia esperienza ha preso una svolta. È stato come se io abbia capito cosa voglia realmente da questa esperienza.

Ho capito che voglio portare in Italia il più possibile. Voglio tornare a casa cresciuta. Voglio tornare a casa con la sicurezza di aver fatto tutto il possibile per rendermi felice. Voglio conoscere, sapere il più possibile. Voglio sentirmi completamente parte di questo paese. Voglio divertirmi, godermi ogni istante.

Voglio vivere. Vivere questa esperienza nel miglior modo che io possa. 

Perchè se c’è una cosa che con il tempo ho capito e che questa nazione mi sta facendo capire ancora di più, è che dobbiamo vivere ragazzi. Dobbiamo buttarci nelle esperienze. Dobbiamo capire cosa ci rende felici. Dobbiamo amare e amarci. Dobbiamo trovare la nostra felicità. La nostra strada.

Quindi grazie. Grazie a tutti coloro che mi hanno appoggiata. La mia famiglia che mi ha fatto il regalo più bello della mia vita. Il mio ragazzo che mi fa sentire amata nonostante la distanza. Tutti i volontari di Mantova che attraverso il divertimento mi hanno fatto capire milioni di cose. I miei amici che mi rendono felici e partecipi della loro vita. Tutte le persone che ho conosciuto qua in Argentina. Gli amici che mi sono creata qua. La famiglia ospitante che mi ascolta e mi mette sempre a mio agio.

Grazie a tutti per avermi dato la possibilità di svolgere questa mia piccola, ma grande pazzia.

Anna, sei mesi in Argentina