Incontrare per la prima volta Intercultura significa vederla, “in carne ed ossa”, nei suoi volontari. Alcuni sono adulti, hanno una famiglia ed un lavoro, altri sono più giovani, studiano all’università, altri ancora sono appena maggiorenni e vanno alle superiori, altri ancora sono in pensione. Loro sono sempre presenti con la loro maglietta blu, il cartellino ed un sorriso, dietro ad ogni presentazione, incontro di selezione o di formazione.  Chi li vede da fuori li descrive spesso così: “Lo fanno col cuore!”. Viene però da chiedersi: Perché sono lì? Cosa li spinge a fare tutto questo? E poi, ci sono tanti ambiti in cui fare volontariato, perché proprio per… un’organizzazione di scambi internazionali? Per dar risposta a queste domande proviamo a spostare l’obiettivo, e di “raccontarvi i volontari”. Cosa che chi scrive cerca di fare con semplicità e basandosi sul proprio vissuto. 

Io mi chiamo William e sono partito nel 2014-2015 per un anno in Danimarca, grazie ad una borsa di studio di Intercultura, e dopo il mio ritorno ho deciso di avvicinarmi al Centro Locale per condividere e raccontare l’esperienza che avevo vissuto ma anche per la curiosità di collaborare “dall’altra parte” al percorso di selezione e formazione che io stesso ho compiuto. Come me, tanti altri hanno scelto il volontariato di Intercultura per dare continuità alla propria esperienza nel territorio e per un senso di gratitudine verso l’associazione, che ha regalato loro esperienze meravigliose di vita all’estero o di ospitalità. 

Ecco, questi sono gli ingredienti fondamentali per iniziare un percorso che va decisamente al di là della semplice “voglia di dare una mano”. Perché Intercultura è molto di più di un’agenzia viaggi. Intercultura è innanzitutto una grande famiglia, e pur essendo composta di tante persone e storie di vita così diverse tra loro, si riesce sempre a trovare uno spazio in cui ciascuno può esprimersi e stare bene. Intercultura è anche una forte convinzione: la possibilità di realizzare un mondo dove le diversità, esistenti e reali non sono motivo di conflitto, ma di incontro; non sono ostacoli da appianare ma fonte di ricchezza, e non impediscono la manifestazione della nostra umanità, della capacità di voler bene. Attorno a questa convinzione, utopica ma quantomai necessaria, l’Associazione ha sviluppato un intero progetto educativo, una catena di azioni concrete da mettere in campo nelle nostre scuole, nelle nostre famiglie, con i ragazzi, ogni giorno.

Perciò, la fatica di dedicare interi fine settimana a riunioni, incontri e seminari, le ore passate a scrivere documenti e verbali; i giri in lungo e in largo per la provincia ad incontrare docenti e visitare scuole per spiegare loro il valore di questo progetto, non pesano mai troppo. Perché più si dà, più si riceve: l’emozione di vedere dei ragazzi arrivati dall’altra parte del mondo diventare italiani veri; la soddisfazione di affiancare famiglie che aprono il loro cuore a nuovi figli; la gioia di accompagnare degli adolescenti verso un’esperienza che li renderà giovani uomini e giovani donne, non hanno prezzo. 

Se pensate che aprendo le porte del cuore e della mente si può partecipare in maniera significativa al cambiamento della nostra società, indipendentemente da chi siete e cosa fate nella vita, bussate alle porte di Intercultura, perché c’è posto anche per voi.

William Donini
studente, volontario, responsabile scuola