Paolo Bergamaschi, classe 1955,  é stato un Exchange student a Chautaqua, New York, USA, partito dal Centro Locale di Mantova nell’anno scolastico 1972/1973.

Paolo spiega che la sua carriera in Parlamento Europeo come funzionario, consigliere di politica per gli affari esteri, é stata frutto anche di questa esperienza.

Dopo essere tornato infatti la voglia di scoprire luoghi nuovi, viaggiare e conoscere nuove culture lo ha portato a lavorare nelle istituzioni europee dove é rimasto per ben 24 anni. Questo facendo settimanalmente avanti e indietro tra Bruxelles e Viadana.

Più di 45 anni dopo é tornato negli Stati Uniti con una delegazione parlamentare, un ultimo viaggio di lavoro prima della pensione. Ha cosí deciso di cogliere  l’occasione per fare un giro nello stato newyorkese a trovare la sua mamma oltreoceano.

Racconta così sulla Gazzetta di Mantova:

Tanto tempo fa, a cavallo del 1972 e del 1973, grazie ad una borsa di studio dell’associazione Intercultura ho avuto l’opportunità di passare un anno negli Stati Uniti come studente straniero ospitato da una famiglia americana.

E’ stata l’esperienza che ha cambiato e segnato la mia vita. Da allora non ho più smesso di viaggiare. Nel corso degli anni ho mantenuto, seppure a fasi alterne, i contatti e gli affetti di allora.

Non potevo non approfittare dell’occasione di questa trasferta americana per rivedere i fratelli e la mamma di oltreoceano. Saluto ufficialmente, solennemente e sommessamente Sergej e gli altri membri della delegazione parlamentare e mi incammino verso la metropolitana per raggiungere l’aeroporto dove avevo già prenotato un auto a noleggio. Ritiro il mezzo dopo avere bisticciato con l’operatrice. Il navigatore richiesto non funziona e uscire da Washington senza tom tom è un’impresa ardua oltre alla coda di trenta chilometri che mi costerà due ore di ritardo all’appuntamento con il primo fratello che risiede in Pennsylvania dalle parti di Harrisburg. Jeff mi aspetta impaziente. Lo rivedo, con la nuova moglie, con un certo coinvolgimento emotivo. Sono trascorsi quindici anni dall’ultima volta e l’aspetto di entrambi non fa sconti sull’età che avanza.

L’emozione più forte, però, la provo il giorno successivo quando dalla Pennsylvania mi trasferisco di nuovo nello stato di New York anche se sul lato opposto, a settecento chilometri dalla metropoli. Sulle sponde di un piccolo lago dal nome irochese, Chautauqua, ho frequentato la high school e vissuto il punto di svolta della mia esistenza.

Riabbracciare mia madre “adottiva” ottantacinquenne negli stessi luoghi dove ho passato i momenti più intensi e spensierati del mio anno all’estero risveglia ricordi profondi che forse aspettavano solo il momento giusto per ritornare a galla. La casa sul lago, le raffiche di vento gelido, la prima neve. Tutto sembra uguale e, invece, è così diverso. Per me le relazioni transatlantiche sono soprattutto queste.

Tratto da Gazzetta di Mantova, articolo del 11/01/2020 : “i mille volti degli states: Il diario meridiano di Bergamaschi” https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/2020/01/11/news/i-mille-volti-degli-states-il-diario-americano-di-bergamaschi-1.38315406