“Com’è andata all’estero?!” “Ti sei divertita?”
Quante volte al ritorno dalla nostra esperienza ci sono state poste queste domande dai nostri parenti e amici?
Chi ha vissuto un’esperienza all’estero sa bene che è impossibile rispondere perché non si può descrivere il turbinio di emozioni che si vivono quando si passano dei mesi lontani da casa, oggi però voglio provare a raccontare brevemente cos’ha significato per me studiare un anno all’estero e dare dei brevi consigli per chi volesse fare lo stesso.

Il 17 agosto del 2017 sono partita per studiare un anno nella capitale della Svezia, Stoccolma.

Quel giorno la mia vita è cambiata e io ancora non me ne ero resa conto.

Sì perché all’inizio non si sa bene cosa si stia andando a fare, risulta difficile spiegarlo ai nonni che pensano al fatto che per la prima volta non passerai il Natale con loro e, se vogliamo essere sinceri, nemmeno tu sai bene da che parte girarti. Però vai. Saluti i tuoi familiari, prendi il passaporto e ti imbarchi.
Così mi sono ritrovata ad agosto ad indossare un maglione con 18 gradi su un’isola a 10 chilometri da Stoccolma, dove viveva la mia prima famiglia ospitante e dove andavo a scuola.

La mia famiglia ospitante

La svolta è arrivata il 5 novembre, quando ho incontrato la mia famiglia definitiva. Il giorno in cui sono entrata in quella casa, situata in una delle zone più centrali di Stoccolma, ho sentito il calore familiare e un affetto sincero che mi avvolgeva: ho capito che da quel momento tutto sarebbe stato in discesa perché avevo una Famiglia su cui contare.

Si potrebbe pensare che gli svedesi siano un popolo freddo e distaccato ma sono tutt’altro: dopo aver rotto il ghiaccio ti sorprenderanno e ti renderanno parte della loro vita come un amico di vecchia data, se ti capiterà di chiedere informazioni saranno disponibili ad indicarti la strada giusta e la tua famiglia cercherà sempre di fare ciò che ti fa stare meglio, anche cucinare un buon piatto di pasta!

I miei compagni di viaggio

Intercultura mi ha dato l’opportunità di incontrare dei fantastici compagni di viaggio provenienti da tutto il mondo e con cui ho condiviso gran parte della mia esperienza. Scambiandoci idee e punti di vista abbiamo imparato a capirci e a comprendere meglio uno il popolo dell’altro e questo mi ha aiutata tanto ad aprire la mente e a vedere le cose con un’altra prospettiva.

Li considero una parte fondamentale della mia formazione ed è anche grazie a loro se adesso sono la persona che sono.

Ho avuto la fortuna di viaggiare tanto per il mio Paese ospitante, sia grazie alla mia famiglia con cui ho fatto diverse gite fuori porta, che da sola andando a trovare i miei amici qua e là. Questo mi ha fatto scoprire angoli della Svezia diversi dalla capitale e, se vogliamo, ancora più genuini, come le cittadine in montagna o quelle al confine con la Lapponia.

Generalmente non si conosce molto della cultura svedese ma, a differenza di ciò che pensavo prima di partire, il loro è un popolo ricco di tradizioni, di buon cibo e dove la famiglia c’è e si sente!
Ecco alcune curiosità sul popolo e sulle tradizioni:

  1. per educazione bisogna togliersi le scarpe prima di entrare in qualsiasi abitazione;
  2. festeggiano Santa Lucia il 13 dicembre e di solito i bambini fanno un piccolo spettacolo in cui cantano le canzoni legate a questa festività;
  3. l’albero di Natale è rigorosamente vero abete, pertanto si acquista e si addobba pochi giorni prima dell’arrivo di Babbo Natale;
  4. festeggiano sempre la vigilia dei grandi giorni: il 24 dicembre, il sabato prima di Pasqua, il giorno prima di Midsommar
  5. sauna e poi bagno nel lago ghiacciato o tuffo nella neve;
  6. al primo raggio di sole, anche con solamente un paio di gradi sopra lo 0, fa automaticamente caldo e si fa scorta di vitamina D;
  7. a fine giugno si festeggia l’arrivo dell’estate, Midsommar, dove si ci ritrova con la famiglia nella casa in campagna e si cantano canzoni intorno ad un albero indossando abiti bianchi e cordoncino di fiori.

Tra i cibi tipici svedesi da non perdere abbiamo le famosissime polpette di carne (köttbullar), la carne di renna (deliziosa, davvero), dei panini ripieni di panna montata tipici del periodo di carnevale (semlor) e dei dolcetti alla cannella chiamati kanelbullar.

Infine vorrei dare dei consigli a chi vuole vivere in questo meraviglioso Paese:

  1. Gröna Lund è un parco divertimenti che d’estate ospita decine di cantanti svedesi e non, si ci può godere un po’ di buona musica in un luogo all’aperto e accogliente;
  2. quasi tutti gli svedesi posseggono una casa in campagna dove puoi goderti il massimo del relax in una zona lontana dalla civiltà e a stretto contatto con la natura, approfittane!;
  3. Fai il pieno di cultura e visita più musei che puoi: la maggior parte sono gratuiti per gli under 18.

Ecco, di certo non si possono descrivere nero su bianco le mille emozioni vissute: la paura all’arrivo, l’emozione per l’incontro con la famiglia ospitante, la gioia di sentirsi a casa in una nuova nazione, lo stupore nell’aver creato una nuova routine, la nostalgia dei nostri genitori e la soddisfazione di aver gettato delle basi importanti per il nostro futuro completamente grazie a noi stessi.

Potrai vivere questo e molto altro se scegli di iscriverti alle selezioni, cosa stai aspettando? Hej då!

Martina, un anno in Svezia